Il contributo del sistema agroalimentare all'economia italiana

Le statistiche italiane non vanno indietro in maniera affidabile oltre il 1970, è importante però notare cosa vuol dire contributo dell’agricoltura al PIL, in questo caso al valore aggiunto, e contributo all’agricoltura all’occupazione. Negli anni ’70 l’ordine di grandezza di queste variabili era occupati AGR/occupati TOT; un italiano su 5 lavorava in agricoltura, oggi meno di un italiano su 25 lavora in agricoltura. C’è stato l’esodo dell’agricoltura col passare degli anni.

lezione
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Il contributo del sistema agroalimentare all'economia italiana
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Economia e politica agroalimentare: le politiche UE
Avanzamento Avanzamento: lezione completa al 50%
File:Contributo agroalimentare economia italiana.png

L’ordine di grandezza negli anni ’50 è che più di un terzo della popolazione lavorava in agricoltura e il contributo al PIL era vicino al 15/16% (VA AGR/VA TOT). Quindi era un settore fondamentale nell’economia. Avere politiche nazionali o europee era una scelta importante. Oggi il settore agricolo in senso stretto conta il 2,2% sul PIL e meno del 4% sull’occupazione. È un settore che è quindi cambiato notevolmente e oggi non giustifica più certe politiche.

In quei tempi l’Italia era reduce dalla grande crisi del ’29, molti governi intervenivano pesantemente sui mercati agro – alimentari, sia sul mercato interno che sul mercato internazionale, per influenzare i prezzi di questi prodotti (dazi, tariffe, ecc.). Metterle insieme era ovviamente una questione molto complessa ma la scelta politica che fu fatta fu quella di dire “se riusciamo a instaurare un processo di progressiva armonizzazione su questo settore il processo di integrazione europea può decollare”. Vista l’importanza del settore, qualunque processo di integrazione europea che non contemplasse l’agricoltura sarebbe stato probabilmente destinato al fallimento. Per questa ragione, i padri fondatori dell’UE decisero di includere l’agricoltura nel “mercato comune” istituito alla fine degli anni ’50. Da questo nacque la PAC.