Aoristo fortissimo

L'aoristo fortissimo è una forma estremamente arcaica. Esso si forma unendo le desinenze direttamente sulla radice, e per questo è detto atematico. Anche nei modi diversi dall'indicativo ha suffissi caratteristici dei verbi atematici. Pochi verbi greci, estremamente conservativi, lo possiedono. Alcune forme di aoristo fortissimo sono prive di presente (ad esempio l'aoristo atematico ἔτλην, dalla radice τλη-/τλα-[1], sulla quale è stato ricostruito il presente τλάω solo in età bizantina, ma non attestato nel greco classico). Questo tipo di aoristo è peculiare di pochi verbi il cui tema termina in vocale, che è sempre lunga o perché tale anche nel tema verbale (es. ἔγνων "io conobbi", da γιγνώσκω, tema verbale γνω-) o perché costituisce il grado allungato di un tema apofonico (es. ἔβην "io andai", da βαίνω, tema verbale βᾰ-/βη-). La vocale lunga si mantiene tale in tutta la coniugazione ad eccezione dei casi previsti dalla legge di Osthoff. Ad eccezione di tre verbi della coniugazione atematica (per i quali esiste anche la diatesi media), questo aoristo ha solo la forma attiva e ha significato intransitivo; dalle stesse radici si può formare l'aoristo primo con valore transitivo: ἔβην "andai", ἔβησα "feci andare", ἐβησάμην "feci andare per me".

lezione
lezione
Aoristo fortissimo
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materie:

Struttura morfemica dell'aoristo forte γνων, "io conobbi":

Aumento sillabico Radice verbale Terminazione
- -γνω- -ν

Aoristo fortissimo di γιγνώσκω, "conoscere"

Indicativo Congiuntivo Ottativo Imperativo
1º singolare ἔγνων γνῶ γνοίην
-
2º singolare ἔγνως γνῷς γνοίης γνῶθι
3º singolare ἔγνω γνῷ γνοίη γνώτω
2º duale ἔγνωτον γνῶτον γνοῖτον / γνοίητον γνῶτον
3º duale ἐγνώτην γνῶτον γνοίτην / γνοιήτην γνώτων
1º plurale ἔγνωμεν γνῶμεν γνοῖμεν / γνοίημεν
-
2º plurale ἔγνωτε γνῶτε γνοῖτε / γνοίητε γνῶτε
3º plurale ἔγνωσαν γνῶσιν γνοῖεν / γνοίησαν γνόντων / γνώτωσαν
Infinito Participio
γνῶναι masch. γνούς femm. γνοῦσα neu. γνόν

I participio dell'aoristo III segue al maschile e neutro la terza declinazione con il tema -ντ-, aggiunto alla radice abbreviata secondo la legge di Osthoff (* βηντ > βᾰντ, * γνωντ- > γνοντ-, ecc.); il maschile, sigmatico, fa cadere davanti a sigma il gruppo -ντ- e allunga per compenso la vocale radicale, il neutro mostra il puro tema con caduta di -τ-, e in entrambi il genitivo e in -ντος. Il femminile si forma come negli aggettivi della seconda classe a tre uscite con il suffisso -jᾰ aggiunto al tema maschile/neutro (per γνοῦσα: * γνοντ-jα > * γνονσjα > * γνονσα > * γνοσα > γνοῦσα) e segue la prima declinazione in alfa impuro breve. L'ottativo del duale e del plurale, oltre a formarsi con la caratteristica -ι- propria di questo modo al grado zero, può utilizzare come tema la terza persona singolare, che, non avendo desinenza, è stata sentita dai Greci come puro tema e quindi utilizzata anche per il resto della coniugazione dell'ottativo; queste forme sono messe fra parentesi.

Struttura morfemica dell'aoristo forte βην, "io andai":

Aumento sillabico Radice verbale Terminazione
- -βη- -ν

Aoristo fortissimo di βαίνω, "andare"

Indicativo Congiuntivo Ottativo Imperativo
1º singolare ἔβην βῶ βαίην
-
2º singolare ἔβης βῇς βαίης βῆθι
3º singolare ἔβη βῇ βαίη βήτω
2º duale ἔβητον βῆτον βαῖτον / βαίητον βῆτον
3º duale ἐβήτην βῆτον βαίτην / βαιήτην βήτων
1º plurale ἔβημεν βῶμεν βαῖμεν / βαίημεν
-
2º plurale ἔβητε βῆτε βαῖτε / βαίητε βῆτε
3º plurale ἔβησαν βῶσι (ν) βαῖεν / βαίησαν βάντων / βήτωσαν
Infinito Participio
βῆναι masch. βάς femm. βᾶσα neu. βάν

Una forma particolare di aoristo fortissimo: l'aoristo cappatico

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L'aoristo cappatico è quello che caratterizza tre dei quattro verbi in -μι che hanno il raddoppiamento nel tema del presente, cioè τίθημι "porre", δίδωμι "dare" e ἵημι "mandare" (il quarto è ἵστημι "collocare" che ha il normale aoristo atematico ἔστην se intransitivo oppure l'aoristo debole ἔστησα se transitivo). Si chiama cappatico perché nelle tre persone singolari dell'indicativo attivo viene inserito un -κ- di ampliamento al tema verbale. Le terminazioni al singolare attivo sono perciò -κα, -κας, -κε (ν), modellate per analogia con il perfetto.
Per quanto riguarda i gradi apofonici, si osserva la seguente distribuzione:

  • grado allungato (δω-, θη-, ἡ-): singolare dell'indicativo attivo, tutto il congiuntivo (si fonde con la regolare vocale congiuntiva allungata);
  • grado breve (δο-, θε-, ἑ-): plurale e duale dell'indicativo attivo, indicativo medio, tutto l'ottativo (si unisce all'interfisso caratteristico -ιη-/-ι- creando dittongo), tutto l'imperativo, tutto l'infinito.

Per quanto riguarda l'aumento di ἵημι, occorre ricordare che la radice è jε-/jη-, che diventa ἑ-/ἡ- per caduta dello jod; al grado lungo avremo quindi ἐ.jη- > ἐ.ἡ- > -, mentre al grado breve ἐ.jε- > ἐ.ἑ- > εἱ-. Da notare che i suoi congiuntivo, ottativo e infinito attivi corrispondono a quelli del presente di εἰμί con l'aggiunta dello spirito aspro.

Struttura morfemica dell'aoristo cappatico δωκα, "io diedi":

Aumento sillabico Radice verbale Ampliamento caratteristico Terminazione
- -δω- -κ- -α

Aoristo cappatico di δίδωμι, "dare"

Indicativo attivo Congiuntivo attivo Ottativo attivo Imperativo attivo Indicativo medio Congiuntivo medio Ottativo medio Imperativo medio
1º singolare ἔδωκα δῶ δοίην
-
ἐδόμην δῶμαι δοίμην
-
2º singolare ἔδωκας δῷς δοίης δός ἔδου (< * ἔδοσο) δῷ (< * δώησαι) δοῖο (< * δοῖσο) δοῦ (< * δόσο)
3º singolare ἔδωκεν δῷ δοίη δότω ἔδοτο δῶται δοῖτο δόσθω
2º duale ἔδοτον δῶτον δοῖτον / δοίητον δότον ἔδοσθον δῶσθον δοῖσθον δόσθον
3º duale ἐδότην δῶτον δοίτην / δοιήτην δότων ἐδόσθην δῶσθον δοίσθην δόσθων
1º plurale ἔδομεν δῶμεν δοῖμεν / δοίημεν
-
ἐδόμεθα δώμεθα δοίμεθα
-
2º plurale ἔδοτε δῶτε δοῖτε / δοίητε δότε ἔδοσθε δῶσθε δοῖσθε δόσθε
3º plurale ἔδοσαν δῶσιν δοῖεν / δοίησαν δόντων δότωσαν ἔδοντο δῶνται δοῖντο δόσθων / δόσθωσαν
Infinito attivo Participio attivo Infinito medio Participio medio
δοῦναι masch. δούς femm. δοῦσα neu. δόν δόσθαι masch. δόμενος femm. δομένη neu. δόμενον

Struttura morfemica dell'aoristo cappatico θηκα, "io posi":

Aumento sillabico Radice verbale Ampliamento caratteristico Terminazione
- -θη- -κ- -α

Aoristo cappatico di τίθημι, "porre"

Indicativo attivo Congiuntivo attivo Ottativo attivo Imperativo attivo Indicativo medio Congiuntivo medio Ottativo medio Imperativo medio
1º singolare ἔθηκα θῶ θείην
-
ἐθέμην θῶμαι θείμην
-
2º singolare ἔθηκας θῇς θείης θές ἔθου (< * ἔθεσο) θῇ (< * θήησαι) θεῖο (< * θεῖσο) θοῦ (< * θέσο)
3º singolare ἔθηκεν θῇ θείη θέτω ἔθετο θῆται θεῖτο θέσθω
2º duale ἔθετον θῆτον θεῖτον / θείητον θέτον ἔθεσθον θῆσθον θεῖσθον θέσθον
3º duale ἐθέτην θῆτον θείτην / θειήτην θέτων ἐθέσθην θῆσθον θείσθην θέσθων
1º plurale ἔθεμεν θῆμεν θεῖμεν / θείημεν
-
ἐθέμεθα θήμεθα θείμεθα
-
2º plurale ἔθετε θῆτε θεῖτε / θείητε θέτε ἔθεσθε θῆσθε θεῖσθε θέσθε
3º plurale ἔθεσαν θῆσιν θεῖεν / θείησαν θέντων / θέτωσαν ἔθεντο θῆνται θεῖντο θέσθων / θέσθωσαν
Infinito attivo Participio attivo Infinito medio Participio medio
θεῖναι masch. θείς femm. θεῖσα neu. θέν θέσθαι masch. θέμενος femm. θεμένη neu. θέμενον

Struttura morfemica dell'aoristo cappatico κα, "io mandai":

Aumento sillabico + radice verbale Ampliamento caratteristico Terminazione
- (< * ἐ-jη-) -κ- -α

Aoristo cappatico di ἵημι, "mandare"

Indicativo attivo Congiuntivo attivo Ottativo attivo Imperativo attivo Indicativo medio Congiuntivo medio Ottativo medio Imperativo medio
1º singolare ἧκα εἵην
-
εἵμην ὧμαι εἵμην
-
2º singolare ἧκας ᾗς εἵης ἕς εἷσο (< * ἥησαι) εἷο (< * ἕισο) οὗ (< * ἕσο)
3º singolare ἧκεν εἵη ἕτω εἷτο ἧται εἷτο ἕσθω
2º duale εἷτον ἧτον εἷτον / εἷητον) ἕτον εἷσθον ἧσθον εἷσθον ἕσθον
3º duale εἵτην ἧτον εἷτην /εἱήτην ἕτων εἵσθην ἧσθον εἵσθην ἕσθων
1º plurale εἷμεν ὥμεν εἷμεν / εἵημεν
-
εἵμεθα ὥμεθα εἵμεθα
-
2º plurale εἷτε ἧτε εἷτε / εἷητε ἕτε εἷσθε ἧσθε εἷσθε ἕσθε
3º plurale εἷσαν ὧσιν εἷεν / εἵησαν) ἕντων / ἕτωσαν εἷντο ὧνται εἷντο ἕσθων / ἕσθωσαν
Infinito attivo Participio attivo Infinito medio Participio medio
εἷναι masch. εἵς femm. εἷσα neu. ἕν ἕσθαι masch. ἕμενος femm. ἑμένη neu. ἕμενον
  1. La stessa radice, che indica l'idea di portare/sopportare/sollevare, si trova anche nel verbo latino tollo e nella coniugazione di fero, il cui perfetto è tuli e il supino è latum (< * tlatum); in greco troviamo inoltre l'aggettivo τάλας, τάλαινα, τάλαν "sventurato, infelice".