Wikiversità:Allegato scuola elementare e medie

“Competenze di base in chiave innovativa”

Tematiche e contenuti dei moduli formativi

Scheda per le scuole del primo e del secondo ciclo di istruzione

“Dato che la globalizzazione continua a porre l'Unione europea di fronte a nuove sfide, ciascun cittadino dovrà disporre di un'ampia gamma di competenze chiave per adattarsi in modo flessibile a un mondo in rapido mutamento e caratterizzato da forte interconnessione.

L'istruzione nel suo duplice ruolo — sociale ed economico — è un elemento determinante per assicurare che i cittadini europei acquisiscano le competenze chiave necessarie per adattarsi con flessibilità a siffatti cambiamenti.

In particolare, muovendo dalle diverse competenze individuali, occorre rispondere alle diverse esigenze dei discenti assicurando la parità e l'accesso a quei gruppi che, a causa di svantaggi educativi determinati da circostanze personali, sociali, culturali o economiche, hanno bisogno di un sostegno particolare per realizzare le loro potenzialità educative”.

1 Le competenze sono definite alla stregua di una combinazione di conoscenze, abilità e attitudini appropriate al contesto e le competenze chiave sono quelle di cui tutti hanno bisogno per la realizzazione e lo sviluppo personali, la cittadinanza attiva, l’inclusione sociale e l’occupazione. Il quadro di riferimento delinea otto competenze chiave:

� comunicazione nella madrelingua
� comunicazione nelle lingue straniere;
� competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia;
� competenza digitale;
� imparare a imparare;
� competenze sociali e civiche;
� spirito di iniziativa e imprenditorialità;
� consapevolezza ed espressione culturale.

Le competenze chiave sono considerate ugualmente importanti, poiché ciascuna di esse può contribuire a una vita positiva nella società della conoscenza. Molte delle competenze si sovrappongono e sono correlate tra loro: aspetti essenziali in un ambito favoriscono la competenza in un altro. La competenza nelle abilità fondamentali del linguaggio, della lettura, della scrittura e

1 Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006, relativa a competenze chiave per

l’apprendimento (2006/962/CE).

2

del calcolo e nelle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) è una pietra angolare per l'apprendimento, e il fatto di imparare a imparare è utile per tutte le attività di apprendimento.

Vi sono diverse tematiche che si applicano nel quadro di riferimento: pensiero critico, creatività, iniziativa, capacità di risolvere i problemi, valutazione del rischio, assunzione di decisioni e capacità di gestione costruttiva dei sentimenti svolgono un ruolo importante per tutte e otto le competenze chiave.

L’Azione 10.2.2.A intende potenziare le prime 4 competenze chiave europee ovvero le c.d.

Competenze di Base.

A tale fine, nell’ambito della presente azione, sono attivabili i moduli nelle seguenti discipline:

1. Lingua madre
2. Italiano per Stranieri
3. Lingua straniera
4. Lingua inglese per gli allievi delle scuole primarie
5. Matematica
6. Scienze.

Lingua madre – La comunicazione nella madrelingua è la capacità di esprimere e interpretare concetti, pensieri, sentimenti, fatti e opinioni in forma sia orale sia scritta (comprensione orale, espressione orale, comprensione scritta ed espressione scritta) e di interagire adeguatamente e in modo creativo sul piano linguistico in un’intera gamma di contesti culturali e sociali, quali istruzione e formazione, lavoro, vita domestica e tempo libero.

In particolare, per la comunicazione in lingua madre specifica attenzione è riservata a:

- padronanza del linguaggio e competenze lessicali, sintattico-grammaticali e semantiche;
- promozione della lettura e rafforzamento della comprensione del testo;
- ricerca e valutazione delle informazioni, differenza tra fatti e opinioni, con particolare

attenzione alla dimensione on line;

- capacità di argomentazione, capacità di sintesi, formazione al dibattito e public speaking;
- capacità di dialogo critico, anche incentivando il dialogo interculturale e interreligioso;
- produzione di contenuti, comunicazione creativa e capacità narrativa, con particolare

riferimento ai linguaggi e generi dei media.

Italiano per Stranieri – Lo sviluppo delle competenze linguistico-comunicative di italiano e l’acquisizione di strategie d’apprendimento adeguate alle necessità formative del contesto scolastico, da parte di studentesse e di studenti stranieri, costituiscono condizioni indispensabili al processo di integrazione sociale e culturale, al fine di garantire una partecipazione attiva ai percorsi didattici, e non solo.

Lingua straniera – La comunicazione nelle lingue straniere condivide essenzialmente le principali abilità richieste per la comunicazione nella madrelingua: essa si basa sulla capacità di comprendere, esprimere e interpretare concetti, pensieri, sentimenti, fatti e opinioni in forma sia orale sia scritta

— comprensione orale, espressione orale, comprensione scritta ed espressione scritta — in una

gamma appropriata di contesti sociali e culturali — istruzione e formazione, lavoro, casa, tempo libero

— a seconda dei desideri o delle esigenze individuali. La comunicazione nelle lingue straniere

richiede anche abilità quali la mediazione e la comprensione interculturale.

Il livello di padronanza di un individuo varia inevitabilmente tra le quattro dimensioni (comprensione orale, espressione orale, comprensione scritta ed espressione scritta) e tra le diverse lingue e a seconda del suo background sociale e culturale, del suo ambiente e delle sue esigenze e/o dei suoi interessi. Nell’ambito della strategia “Ripensare l'istruzione: investire nelle abilità in vista di migliori risultati socioeconomici” (COM(2012) 669), varata dalla Commissione Europea nel novembre 2012, l’apprendimento delle lingue straniere viene considerato una dimensione fondamentale della modernizzazione di sistemi europei di istruzione2. A testimonianza della rilevanza delle competenze linguistiche, viene inoltre introdotto un nuovo benchmark: entro il 2020, almeno il 50% dei quindicenni dovranno raggiungere la conoscenza di una prima lingua straniera a livello “indipendente” (e il 75% degli studenti della scuola secondaria inferiore dovranno studiare almeno due lingue straniere).

In particolare, per la comunicazione nelle lingue straniere sono previsti percorsi di sviluppo delle competenze nelle lingue straniere (nel caso della scuola secondaria anche finalizzati alla certificazione) per il livello B1 o superiore. I percorsi sono focalizzati principalmente al potenziamento delle abilità audio-orali e devono essere affidati prioritariamente ad esperti madrelingua; possono riguardare tutte le lingue straniere e coinvolgere gli studenti organizzati in gruppi linguistici omogenei, a seconda del livello di competenza.

Con riferimento alle discipline sopra indicate, a titolo puramente esemplificativo e al fine di attuare percorsi didattici sostenuti da metodologie didattiche innovative (problem posing/solving, didattica laboratoriale, classe capovolta, apprendimento cooperativo e fra pari, casi studio, compiti di realtà, ecc.) per stimolare maggiormente l’attenzione e l’interesse delle studentesse e degli studenti, si suggeriscono:

- percorsi di apprendimento in mobilità con strumenti come il podcasting con il quale gli

studenti diventano autori di contenuti di testo da registrare e pubblicare in Rete mediante strumenti open source per dare vita a palinsesti radiotelevisivi di contenuto culturale e di studio;

- produzione da parte degli studenti di “libri parlanti” con attenzione alle tecniche di

lettura ad alta voce e alle tecniche di registrazione al microfono e di editing audio.

- organizzazione di un dibattito (debate) a squadre, svolto con tempi e regole precise, per

l’argomentazione di opinioni opposte su un argomenti interdisciplinari;

- scrittura creativa, anche attraverso l’attivazione di laboratori permanenti, prevedendo il

lavoro collaborativo sulla preparazione di interviste storiche, letterarie e scientifiche, la redazione di giornali e blog collettivi, la costruzione di racconti o Web radio, anche in intersezione con i nuovi generi media;

- giochi di ruolo, attraverso l’impersonificazione in situazioni di negoziazione o di

progettazione partecipata;

- sviluppo della capacità di argomentazione e sintesi attraverso modelli (come i TED-Ed

Club), per il coinvolgimento degli studenti nella presentazione efficace di idee o sfruttando modelli di tutoraggio per coinvolgere studenti di livelli diversi nella preparazione e spiegazione reciproca di contenuti didattici;

- lettura partecipata (social reading), per la promozione anche attraverso social media della

discussione di grandi classici della letteratura.

Matematica – La competenza matematica è l’abilità di sviluppare e applicare il pensiero

matematico per risolvere una serie di problemi in situazioni quotidiane. Partendo da una solida padronanza delle competenze aritmetico – matematiche, l’accento è posto sugli aspetti del processo e dell’attività oltre che su quelli della conoscenza. La competenza matematica comporta, in misura variabile, la capacità e la disponibilità a usare modelli matematici di pensiero (pensiero logico e spaziale) e di presentazione (formule, modelli, costrutti, grafici, carte).

Scienze – La competenza in campo scientifico si riferisce alla capacità e alla disponibilità a usare

l’insieme delle conoscenze e delle metodologie possedute per spiegare il mondo che ci circonda sapendo identificare le problematiche e traendo le conclusioni che siano basate su fatti comprovati. 2 SWD(2012) 372 final, Language competences for employability, mobility and growth.

La competenza in campo tecnologico è considerata l’applicazione di tale conoscenza e metodologia per dare risposta ai desideri o bisogni avvertiti dagli esseri umani. La competenza in campo scientifico e tecnologico comporta la comprensione dei cambiamenti determinati dall’attività umana e la consapevolezza della responsabilità di ciascun cittadino.

Nello specifico, per le competenze logico-matematiche e le competenze di base in campo scientifico, particolare attenzione è riservata a:

- insegnamento della matematica e delle scienze basato sull’interazione tra sapere teorico e

pratica, attività laboratoriale e apprendimento informale;

- applicazione delle conoscenze e competenze nei contesti quotidiani;
- sviluppo delle capacità astrattive e deduttive;
- promozione della curiosità, pensiero divergente e della creatività degli studenti;
- piena comprensione e valorizzazione del ruolo del ragionamento matematico e dell’indagine

scientifica, anche in relazione alla comprensione e all’uso dei dati, alla capacità di rappresentarli e di valutare il loro impatto nella società.

Con riferimento alle predette discipline, a titolo puramente esemplificativo e al fine di attuare percorsi didattici sostenuti da metodologie didattiche innovative (problem posing/solving, didattica laboratoriale, classe capovolta, apprendimento cooperativo e fra pari, casi studio, compiti di realtà, ecc.) per stimolare maggiormente l’attenzione e l’interesse delle studentesse e degli studenti, si suggeriscono:

- percorsi didattici in grado di legare il sapere teorico al sapere pratico, basati sull’indagine e sulla

creatività (formulare domande e azioni per risolvere problemi e capire fenomeni);

- ripensare agli spazi all’interno dell’aula, così da consentire di trasformare ogni aula in un

laboratorio (una zona per l’ideazione, una per l’indagine, una per la progettazione e la creazione di contenuti, un luogo adatto al dibattito e alla presentazione dei risultati) e, in mancanza di spazi da adibire a laboratori, si può ricorrere efficacemente all’utilizzo di laboratori virtuali e on line, dove lavorare con dati reali e strumenti per l’indagine e la modellizzazione;

- la promozione dell’ attitudine alla valutazione critica e alla curiosità delle studentesse e degli

studenti, attraverso il confronto, lo scambio e la condivisione che arricchiscono conoscenze, abilità cognitive, pratiche e metodologiche;

- l’apprendimento basato sui problemi.

Tipologie di Destinatari

Studentesse e studenti del primo ciclo (scuola primaria e scuola secondaria di primo grado) e del secondo ciclo (scuola secondaria di secondo grado) di istruzione.

È necessario garantire, per ciascun modulo, la presenza di 20 o più allievi. In merito, si precisa che il piano finanziario è strutturato su un numero di 20 allievi e che la eventuale diminuzione di tale numero, così come la mancata partecipazione oraria al percorso formativo, ridurrebbe l’importo messo a disposizione dell’istituzione scolastica per quanto riguarda l’area gestionale. È opportuno, pertanto, che sia previsto in avvio un numero pari o superiore a quello sopra indicato.

Aspetti metodologici operativi

Gli interventi dell’azione 10.2.2A, articolati in moduli dedicati alle competenze chiave, devono essere progettati in modo da amplificare l’azione della scuola, garantendo alle studentesse e agli studenti lo sviluppo di una solida formazione iniziale che possa compensare svantaggi culturali, economici e sociali di contesto e costituisca il volano per la loro crescita come individui e come cittadini.

Si evidenzia che i percorsi formativi dovranno essere realizzati preferibilmente attraverso metodologie didattiche innovative (problem posing/solving, didattica laboratoriale, case studies, ecc.) per stimolare maggiormente l’attenzione e l’interesse delle studentesse e degli studenti.

I moduli devono, inoltre, essere progettati in coerenza con le attività curriculari, in modo da arricchirle e approfondirle. Nella progettazione degli interventi si dovrebbe mirare alla realizzazione di percorsi didattici che favoriscano lo sviluppo integrato di più competenze. Per ciascun intervento devono essere previste specifiche azioni di valutazione degli apprendimenti finalizzate alla verifica del rafforzamento delle competenze, a seguito della partecipazione all’intervento di formazione.

Si sottolinea che i percorsi di lingua straniera – attivabili nelle 28 lingue dei paesi europei, oltre che nelle altre lingue che l’Istituzione scolastica ritenga opportuno diffondere (tra le principali: russo, cinese, giapponese, altro) – sono finalizzati al conseguimento del livello B1. Tale acquisizione permetterà la partecipazione delle studentesse e degli studenti delle scuole del secondo ciclo di istruzione all’Azione 10.2.3.A “Apprendimento linguistico in altri Paesi” (che sarà attivata attraverso avvisi successivi), che prevede l’attuazione di percorsi formativi da realizzarsi all’estero e intende offrire ai giovani l’opportunità di migliorare, consolidare e perfezionare la propria formazione scolastica attraverso la maturazione di una esperienza di apprendimento di una lingua straniera direttamente in uno dei Paesi europei.

Coerentemente con quanto indicato nelle “Indicazioni nazionali per il curriculo per la scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione” (decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 16 novembre 2012, n. 254) nell’ambito dell’azione 10.2.2A le scuole del primo ciclo possono chiedere uno o più moduli di lingua inglese. Con questo modulo si intende rafforzare l’apprendimento della lingua inglese a iniziare dalla scuola primaria, al fine di favorire gli ulteriori apprendimenti nei cicli successivi. Si tratta di un percorso formativo di potenziamento della lingua inglese, per la scuola primaria, della durata di 30 ore annue, focalizzato principalmente sul potenziamento delle abilità orali. L’insegnamento è affidato prioritariamente ad un docente madre lingua. Solo in assenza di candidati madre lingua, la scuola potrà fare ricorso ad esperti “non madre lingua”.

Si evidenzia che i percorsi formativi dedicati alle competenze linguistiche e/o informatiche possono prevedere una certificazione finale. II relativo costo sarà imputato all’area gestionale.

Figure professionali coinvolte

Per l’attuazione di tutte le tipologie di intervento dovrà essere coinvolto l’esperto e il tutor. Per ciascuna tipologia di intervento la scuola avrà la possibilità di attivare la presenza di una figura professionale specifica secondo i bisogni. Per tale figura è possibile richiedere, in fase di presentazione della proposta, un’ora per ogni iscritto.

Per le procedure di selezione delle figure professionali coinvolte (esperti, esperti madre lingua, tutor, ecc.) si rimanda alle istruzioni specifiche emanate dall’Autorità di Gestione.

Specifiche indicazioni per la selezione delle figure professionali

Nei corsi riservati alla formazione delle lingue straniere priorità assoluta va data ai docenti “madre lingua” vale a dire cittadini stranieri o italiani che per derivazione familiare o vissuto linguistico abbiano le competenze linguistiche ricettive e produttive tali da garantire la piena padronanza della lingua straniera oggetto del percorso formativo e che quindi documentino di aver seguito:

a) il corso di studi e conseguito i relativi titoli (dalle elementari alla laurea) nel Paese

straniero la cui lingua è oggetto del percorso formativo;

b) il corso di studi e conseguito i relativi titoli (dalle elementari al diploma) nel Paese

straniero la cui lingua è oggetto del percorso formativo e di essere in possesso di laurea anche conseguita in un Paese diverso da quello in cui è stato conseguito il diploma.

Nel caso di cui al punto b), la laurea deve essere, obbligatoriamente, accompagnata da certificazione coerente con il “Quadro comune europeo di riferimento per le lingue” rilasciata da uno degli Enti Certificatori riconosciuti internazionalmente. Per i percorsi formativi finalizzati al raggiungimento della certificazione B2 del Framework europeo l'esperto deve essere in possesso di una Certificazione di livello C2; per tutti gli altri livelli l'esperto deve essere in possesso di una Certificazione almeno di livello C1.

In assenza di candidature rispondenti ai punti sopra indicati, la scuola potrà fare ricorso ad esperti “non madre lingua” ma che siano, obbligatoriamente, in possesso della laurea specifica in lingue straniere conseguita in Italia. Il certificato di laurea deve indicare le lingue studiate e la relativa durata. La scelta terrà in considerazione solo la lingua oggetto della tesi di laurea. Nella pubblicazione dell’avviso le scuole potranno inserire tra i criteri il possesso dell’abilitazione all'insegnamento della lingua oggetto del percorso formativo, la conoscenza, documentata da parte dell'esperto, della metodologia, del piano didattico, del testing proprio dell'Ente certificatore prescelto dall’Istituzione scolastica.

Durata

L’azione si articola in moduli da 30 e/o da 60 ore. I percorsi di lingua straniera possono essere progettati anche della durata di 100 ore secondo le specifiche di seguito rappresentate.

MODULO DURATA IN ORE
FIGURE
OBBLIGATORIE
FIGURE
AGGIUNTIVE
COSTI
AGGIUNTIVI
Lingua madre 30/60 ore Esperto+Tutor
figura professionali
per bisogni
specifici
mensa
Italiano per Stranieri 30/60 ore
Esperto + Tutor
mediatore
linguistico
figura professionali
per bisogni
specifici
mensa
Lingua straniera
(lingue dei 28 Paesi
UE; cinese; russo,
giapponese, arabo o
altro)
30/60/100 ore Esperto+Tutor
figura professionali
per bisogni
specifici mensa
Matematica 30/60 ore Esperto+Tutor
figura professionali
per bisogni
specifici
mensa
Scienze 30/60 ore Esperto+Tutor
figura professionali
per bisogni
specifici
mensa

Autovalutazione

Il Collegio dei Docenti, i consigli di classe/interclasse sin dalla fase di presentazione della proposta del progetto si impegnano a trasferire nelle valutazioni curricolari degli/delle alunni/e partecipanti i risultati conseguiti nei percorsi formativi offerti dal PON.

A seguito dell’autorizzazione del progetto, a ciascun Istituto Scolastico è richiesto di individuare specifici indicatori e modalità di verifica dei risultati attesi da documentare nel sistema informativo GPU. Inoltre, laddove previsto, in relazione a ciascun destinatario è richiesto:

· l’inserimento on line della votazione nelle principali materie curriculari pre e post intervento;
· la documentazione online delle prove di verifica delle competenze in ingresso e in uscita

dagli interventi (laddove richiesto dal sistema);

· la somministrazione di questionari online sulla percezione dell’offerta formativa.