Uno stato separatista è uno stato totalmente laico nella sua struttura che non ammette interferenze di confessioni di nessun tipo e allo stesso tempo non si occupa di questioni di tipo religioso. Si identifica nella maggioranza dei casi con lo stato moderno occidentale, maturato tra fine '700 e inizio '800 sulla spinta giusnaturalistica e illuministica.

lezione
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Stato separatista
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Diritto ecclesiastico

Lo stato separatista ha avuto due modelli storici principali, molto diversi tra loro ma che hanno raggiunto grosso modo lo stesso scopo: quello statunitense e quello francese.

Separatismo americano

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Il separatismo americano nasce in un contesto storico e sociale assai particolare, ovvero dall'arrivo di moltissime comunità assai eterogenee tra loro scampate alle persecuzioni religiose o a condizioni economiche precarie. Questa situazione porta immediatamente, col formarsi delle colonie, a ripudiare ogni ricordo delle persecuzioni europee, accettando la diversità altrui con la tolleranza. Inoltre, nel "Nuovo Mondo", c'era terreno vasto per chiunque, quindi l'aiuto di svariate confessioni religiose per l'arricchimento proprio e della comunità era non solo ben visto, ma anzi incoraggiato.

Il separatismo nordamericano è un tipico esempio della separazione pura.

  • Art. VI, comma 3, della costituzione federale del 1787 recita: « Nessuna dichiarazione di fede sarà mai richiesta come condizione per ottenere qualunque ufficio ed incarico pubblico negli Stati Uniti ».
  • E il Primo Emendamento del 1791: « Il Congresso non potrà emanare leggi concernenti la istituzione di una religione o la proibizione del suo libero esercizio ».

Conseguenze:

+ nessuna religione è riconosciuta ufficialmente, non esiste cioè religione di Stato;

+ vi è una fondamentale uguaglianza fra tutte le confessioni religiose, per cui lo Stato non può assicurare nessun tipo di aiuto alla Chiesa (Stato neutrale);

+ inoltre lo Stato non si ingerisce nella vita e negli affari della Chiesa, pur riconoscendo il matrimonio celebrato secondo i vari riti.

Separatismo francese

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Se nei futuri Stati Uniti il separatismo sorse in maniera tranquilla e in perfetta sintonia fra le varie confessioni, in un contesto storico-geografico pressoché idoneo allo sviluppo, in Francia, altra grande promotrice del separatismo, la situazione era ben differente. Oltralpe, infatti, il passaggio tra stato confessionista a stato laico fu immediato e brusco, giacché lì non c'era una miriade di confessioni e tanti beni a disposizione, ma grosso modo una confessione assolutamente predominante, la Cattolica, che oltretutto già disponeva gran parte dei beni a danno degli altri. Si dovette pertanto agire in maniera dura, espropriando e limitando diritti preesistenti.

La separazione fra Stato e Chiesa in Francia è un tipico esempio di separazione ostile.

Fenomeni tipici del separatismo ostile:

Incameramento dell'asse ecclesiastico

Da as-assis = patrimonio. Dalla confisca e dalla vendita del patrimonio ecclesiastico le finanze statali francesi non ebbero grandi giovamenti, dato che la messa in vendita di una ingente massa di immobili ne faceva cadere il valore commerciale. Nemmeno ebbero a guadagnarci le masse operaie, ma la nobiltà e la borghesia. Infine, per la vita della Chiesa la perdita di molti beni portò a dar meno peso nell'apostolato ai mezzi umani e più all'efficacia della grazia (ma non mancò in alcune zone una reale povertà del clero).

Soppressione degli ordini religiosi

Possiamo avere diversi casi:

  • non si riconosce la personalità giuridica delle Congregazioni Religiose: conseguenza è l'espulsione dei religiosi dalle loro case e la formazione di piccole comunità;
  • si proibisce la vita comune (in Portogallo);
  • si vietano i voti religiosi (in Messico nel 1917);
  • si vieta di ricevere novizi (in Italia, 1866)
  • si richiede una speciale autorizzazione governativa difficilmente concessa (è il caso della Francia).

Introduzione del matrimonio civile e del divorzio

In questo caso furono battaglie perse dalla Chiesa. Il matrimonio civile fu considerato una conquista dello Stato moderno, con la sua conseguenza del divorzio. Ammesso nell'antichità, il divorzio rimase in vigore fino ai primi decenni del secondo millennio, quando la Chiesa avocò a sé le questioni matrimoniali. Venne reintrodotto nei paesi protestanti (ma più come principio che come pratica). Fu introdotto in Francia nel 1792, abolito col ritorno dei Borboni e definitivamente ristabilito nel 1884.

Laicizzazione della scuola

Linea comune è la soppressione nelle scuole pubbliche dell'insegnamento religioso e l'abrogazione di ogni sovvenzione statale alle scuole private (in alcuni casi anche la soppressione dell'insegnamento libero). Dure le battaglie su questo campo in Francia e in Belgio.

Separatismo italiano

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La situazione italiana era ben diversa da quella francese e americana, dato che l'Italia cominciò la sua laicizzazione parecchi decenni dopo e aveva altre problematiche piuttosto serie, come quella dell'unificazione nazionale, ma soprattutto della presenza all'interno della penisola dello Stato Pontificio, realtà che creava seri problemi sia politicamente per la già citata unificazione, sia a livello sociale, dato che il cattolicesimo influenzava in maniera forte quasi tutti gli italiani.

I primi passi si registrano nel 1848 con due atti di Carlo Alberto, che prima libera i valdesi da ogni discriminazione civile, poi nello Statuto Albertino pochissimi giorni dopo, conferma la supremazia della religione cattolica, considerata religione di stato, pur ammettendo la tolleranza di altri culti in conformità delle leggi allora vigenti. La legge Sineo dello stesso anno, infine, cancella ogni possibilità di ineguale trattamento in base alla differenza di culto.

La successiva e ben nota legge Siccardi del 1850 abolisce il foro ecclesiastico, garantendo una eguale e unica giurisdizione in tutto il territorio dello stato; dal 1855 al 1866 susseguono varie leggi che limitano e smantellano la proprietà privata della Chiesa, sopprimono vari ordini religiosi e incamerano moltissimi beni. Il Codice Civile del 1856 ritiene, poi, totalmente irrilevante nell'ambito giuridico il matrimonio religioso, istituendo quello civile. Infine, le leggi Casati e Coppino laicizzano le strutture scolastiche.

Per quel che riguardava, invece, i rapporti fra Stato e Chiesa, questi, dopo la presa di Roma del 20 settembre 1870, erano regolati della cosiddetta "legge delle Guarantigie" (l.13 maggio 1871), la quale attribuiva al pontefice uno status personale unico quanto particolare: era infatti equiparato, per dignità e diritti personali, al sovrano d'Italia, rendendolo immune da qualsiasi controllo dell'autorità italiana, mentre i cardinali e il Conclave godevano di altri benefici simili.

L'Italia abbandonò la sua laicità per un piccolo ritorno al confessionismo, anche se molto più temperato, con la stipulazione dei Patti lateranensi del 18291929, in quanto nel concordato vi si affermava la unicità della religione cattolica, di nuovo religione di stato, mentre la Chiesa diviene di nuovo titolare di alcune prerogative giuridiche.

La Costituzione del 1946 riporta l'uguaglianza di libertà religiosa, senza tuttavia tornare a un separatismo netto, ma avviando una condizione giuridica più originale e complessa, con la creazione della figura dell'Intesa e senza l'abolizione del precedente Concordato. La libertà religiosa garantita costituzionalmente, infatti, non implica un eguale trattamento totale da parte dello Stato, ma un eguale trattamento nell'ambito dell'esercizio della libertà stessa. Da notare, inoltre, che la Religione Cattolica è stata, anche se soltanto formalmente, religione di stato fino alla revisione del Concordato del 1984.