Introduzione alla lingua berbera

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Introduzione alla lingua berbera
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Lingua berbera

Il berbero è la lingua dei Berberi, è una lingua camitica appartenente alla famiglia linguistica camito-semitica, ed è quindi imparentato, tra l'altro, con l'antico egizio e con l'arabo. Le fasi più antiche del berbero sono rappresentate dall'antico libico.

In italiano, berbero deriva dal francese berbère, che a sua volta riprende la pronuncia magrebina dell'arabo barbar. Il termine arabo probabilmente non fa che continuare il latino barbarus, con cui venivano chiamate, nell'impero romano, le popolazioni di lingua non latina (come la Barbagia nel cuore della Sardegna, contrapposta alla Romangia, dove il latino si impose prima). Una etimologia popolare, riportata già da Ibn Khaldūn, afferma che gli Arabi, non capendo chi parlava il berbero, dicevano che "emetteva suoni inintelligibili" ("emettere suoni inintelligibili" in arabo si dice barbar) analogo al greco βάρβαρος.

Oggi i Berberi non amano più sentirsi chiamare con questo nome (in arabo barbar vuole dire anche "barbaro"), e preferiscono usare per sé il termine berbero amazigh (al plurale imazighen, "uomini liberi"), e per la lingua berbera il corrispettivo femminile tamazight.

Estensione del berbero e sue suddivisioniModifica

Il berbero nel NordafricaModifica

La lingua berbera è parlata nell'Africa mediterranea, dall'Egitto (oasi di Siwa) all'Atlantico, oltre che nel Sahara e in vaste regioni sub-sahariane, Mali, Niger, Ciad e Burkina Faso (dai Tuareg).
Un piccolo gruppo che parla un dialetto berbero (zenaga) si trova anche in Mauritania. Probabilmente anche i Guanci (o guanche), i primi abitanti delle Isole Canarie, parlavano varietà di berbero.
il censimento della popolazione berbera in Nordafrica risulta particolarmente problematico, in quanto non è facile risalire all'origine di ogni nordafricano, rendendo difficile distinguere tra arabi, berberi, e berberi arabizati: una soluzione a questo problema è stata individuata dal governo marocchino, identificando come berberi solo coloro che parlano un dialetto berbero, tale metodologia lascia insoddisfatti i movimenti identitari berberi, perché con tale metodo, la popolazione berbera risulta in netta minoranza, in quanto la maggior parte della popolazione parla la lingua araba classica, o i vari dialetti arabi locali: marocchino-algerino, tunisino, libico. Perciò per motivi dovuti al fatto che la lingua berbera si divide in vari dialetti anche all'interno della stessa nazione, per esempio i berberi marocchini della zona montuosa del Rif, risentono di un influenza maggiore delle varie occupazioni che hanno subito negli anni, dai romani, passando per i vandali, fino ai bizantini, rendendo il berbero del nord diverso dal berbero del sud, che non ha risentito di queste conquiste militari, e al fatto che coloro che parlano uno dei dialetti berberi compongono una minoranza, per quanto importante non supera mai la meta della popolazione, in questi paesi la sola lingua ufficialmente riconosciuta è l'arabo (classico), affiancata ai vari dialetti arabi locali usati dalla maggior parte della popolazione; e solo negli ultimi anni, i Berberi di Algeria e in particolare di Marocco cominciano a vedere qualche riconoscimento della loro lingua.