I verbi particolari latini (superiori)

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I verbi particolari latini (superiori)
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Grammatica latina per le superiori 1
Avanzamento Avanzamento: lezione completa al 100%

I verbi anomali

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I grammatici definiscono anomali quei verbi che:

  • presentano temi differenti provenienti da radici diverse: ferō "portare" ha il tema del presente fer- mentre quello del perfetto è tul-.
  • spesso sono senza vocale tematica che caratterizza l'appartenenza ad una coniugazione: l'imperativo presente seconda persona plurale di ferō è ferte, senza la vocale ĭ, mentre legō ha legĭte).
  • hanno forme non regolari in alcuni tempi e modi derivanti dal tema del presente.

Essi non sono molti ma sono abbastanza frequenti (anche nelle loro forme composte). Eccone l'elenco:

  • sum, es, fuī, esse "essere"
  • fīō, fīs, factus sum, fiĕrī "diventare"
  • fero, fers, tulī, lātum, ferre "portare"
  • eō, is, īvī, itum, īre "andare"
  • volō, vīs, voluī, velle "volere"
  • edō, edis, edĕre "mangiare"
  • queō, quīvī, quīre "potere"
  • nequĕō, nequīvī, nequīre "non potere"

Sum, es, fuī, esse ("essere")

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Il verbo essere in latino ha una funzione importantissima, ma una coniugazione altamente irregolare. È un verbo intransitivo e di conseguenza non ha la forma passiva.

L'irregolarità principale di sum sta nel tema del presente (es-), che diventa s davanti a i o u, er prima di una vocale (rotacismo).

Indicativo presente sum es est sumus estis sunt
Indicativo imperfetto eram erās erat erāmus erātis erant
Indicativo futuro semplice erō eris erit erĭmus erĭtis erunt
Indicativo perfetto fuī fuistī fuit fuĭmus fuistis fuērunt
Indicativo piuccheperfetto fuĕram fuĕrās fuĕrat fuerāmus fuerātis fuĕrant
Indicativo futuro anteriore fuĕrō fuĕris fuĕrit fuerĭmus fuerĭtis fuĕrint
Congiuntivo presente sim sīs sit sīmus sītis sint
Congiuntivo imperfetto essem essēs esset essēmus essētis essent
Congiuntivo perfetto fuĕrim fuĕris fuĕrit fuerĭmus fuerĭtis fuĕrint
Congiuntivo piuccheperfetto fuissem fuissēs fuisset fuissēmus fuissētis fuissent
Imperativo presente es este
Imperativo futuro estō estō estōte suntō

Si trovano, nel congiuntivo presente, anche le forme siem, siēs, siet... e fuam, fuās, fuat...; per l'imperfetto congiuntivo esiste anche forem, forēs, foret... Sono regolari le voci derivati dal tema del perfetto (fu-) Il verbo sum non ha supino, né gerundio, ha solo il participio futuro: futūrus, -a, -um; l'infinito presente è esse, quello futuro futūrus, -a, -um, -ī, -ae, -a esse oppure l'invariabile fore, quello perfetto fa regolarmente fuisse Come sum si coniugano i composti, ma

  • absum e praesum hanno i participi presenti absēns e praesēns
  • prōsum, che è formato da prod e sum, mantiene la d prima delle vocali nei tempi derivati dal presente (prōdĕram) ma la perde davanti a consonanti (prōsunt)
  • possum (pot + sum) mantiene la t nei tempi derivati dal presente davanti a vocale (potēs), ma la trasforma in s davanti a consonante (possunt). Manca dell'imperativo e ha il participio presente potēns utilizzato però solo come aggettivo.

I composti di sum

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Il verbo sum ha diversi composti di cui alcuni molto frequenti:

  • absum, abes, abfŭī/afŭī, abesse "essere assente, essere lontano".
  • adsum, ades, adfŭī, adesse' "essere presente, vicino".
  • dēsum, dēes, defŭī, dēesse "mancare, venir meno".
  • insum, ines, infŭī, inesse "essere dentro".
  • intersum, intĕres, interfŭī, interesse "essere in mezzo, partecipare".
  • obsum, obes, obfui, obesse "opporsi, nuocere".
  • possum, potes, potŭī, posse "potere, essere in grado di".
  • praesum, praees, praefŭī, praeesse "essere a capo, comandare".
  • prosum, prodes, profŭī, prodesse "giovare, essere conveniente".
  • subsum, subes, subfŭī, subesse "essere sotto, sottostare".
  • supersum, supĕres, superŭī, superesse "essere superstite, rimanere".

Di absum e praesum si usano i participi presenti con valore di aggettivi: absēns, absentis, "assente", e praesēns, praesentis, "presente".

Fīō, fīs, factus sum, fĭĕrī (essere fatto, diventare, accadere)

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Questo verbo significa divenire, accadere (solo nelle terze persone) e viene usato come passivo di faciō (fare). È un verbo semideponente, perché ha le voci derivate dal presente attive e quelle dal tema del perfetto passive.

Indicativo presente fīō fīs fit fīmus fītis fiunt
Indicativo imperfetto fīēbam fīēbas fīēbat fīēbāmus fīēbātis fīēbant
Indicativo perfetto factus, -a, -um (sum, es, est) factī, -ae, -a (sumus, estis, sunt)
Indicativo futuro fīam fīēs fīet fīēmus fīētis fīent
Congiuntivo presente fīam fīās fīat fīāmus fīātis fīant
Congiuntivo imperfetto fiĕrem fiĕrēs fiĕret fierēmus fierētis fiĕrent
Imperativo presente fīte
Imperativo futuro fītō fītō fītōte fīuntō
Infinito presente fierī

Il participio perfetto è factus, -a, -um, manca quello presente, futūrus, -a, -um, il participio futuro, è preso in prestito dal verbo sum. L'infinito presente è fĭĕrī, quello perfetto factus esse e quello futuro factum īrī.

Manca il gerundio, il gerundivo è faciendus, -a, -um.

I composti di faciō

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Anche faciō presenta vari verbi composti con un prefisso. Talvolta questi composti presentano il tema verbale con una apofonia della vocale del tema (fac- diviene fic-, fact- diviene fect-).

Al passivo questi composti si comportano in due modi diversi:

  • utilizzano fīō se nella forma attiva conservano il tema fac- / fact-, cioè che conservano la a radicale (es. benefaciō "fare del bene" al passivo è benefīō, benefīs, benefactus sum, benefiĕrī).
  • se all'attivo hanno il tema fic-, che deriva dalla trasformazione della a radicale di faciō in i per apofonia, si comportano come i passivi dei verbi in -iō (es. afficĭō "influire" al passivo è afficĭor, -ĕris, affectus sum, affĭcī.

Fero, fers, tuli, lātum, ferre ("portare")

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Questo verbo ha tre temi diversi (fer- per il presente, tul- per il perfetto e lāt- per il supino) e manca della vocale tematica, anche se a volte aggiunge una i. All'imperativo non ha desinenza, o meglio, ha desinenza zero.

Indicativo presente attivo ferō fers fert ferĭmus fertis ferunt
Indicativo presente passivo feror ferris fertur ferĭmur ferimĭnī feruntur
Indicativo imperfetto attivo ferēbam ferēbas ferēbat ferēbāmus ferēbātis ferēbant
Indicativo imperfetto passivo ferēbar ferēbāris ferēbātur ferēbāmur ferēbāmĭnī ferēbantur
Indicativo futuro semplice attivo feram ferēs feret ferēmus ferētis ferent
Indicativo futuro semplice passivo ferar ferēris ferētur ferēmur ferēmĭnī ferentur
Indicativo perfetto attivo tulī tulistī tulit tulĭmus tulistis tulērunt
Indicativo perfetto passivo lātus sum l. es l. est lātī sumus l. estis l. sunt
Indicativo piuccheperfetto attivo tulĕram tulĕrās tulĕrat tulerāmus tulerātis tulĕrant
Indicativo piuccheperfetto passivo lātus eram l. erās l. erat lātī erāmus l. erātis l. erant
Indicativo futuro anteriore attivo tulĕrō tulĕris tulĕrit tulĕrimus tulĕritis tulĕrint
Indicativo futuro anteriore passivo lātus erō l. eris l. erit lātī erĭmus l. erĭtis l. erint
Congiuntivo presente attivo feram ferās ferat ferāmus ferātis ferant
Congiuntivo presente passivo ferar ferāris ferātur ferāmur ferāmĭnī ferantur
Congiuntivo perfetto attivo tulĕrim tulĕris tulĕrit tulerĭmus tulerĭtis tulĕrint
Congiuntivo perfetto passivo lātus sim l. sīs l. sit lātī sīmus l. sītis l. sint
Congiuntivo imperfetto attivo ferrem ferrēs ferret ferrēmus ferrētis ferrent
Congiuntivo imperfetto passivo ferrer ferrēris ferrētur ferrēmur ferrēmĭnī ferrentur
Congiuntivo piccheperfetto attivo tulissem tulissēs tulisset tulissēmus tulissētis tulissent
Congiuntivo piccheperfetto passivo lātus essem l. essēs l. esset lātī essēmus l. essētis l. essent
Imperativo presente attivo fer ferte
Imperativo futuro attivo fertō fertō fertōte feruntō
Infinito presente attivo ferre
Infinito presente passivo ferrī
Infinito perfetto attivo tulisse
Infinito perfetto passivo lātum esse
Infinito futuro attivo lātūrum esse
Infinito futuro passivo lātum īrī
Participio presente ferēns
Participio perfetto lātus, -a, -um
Participio futuro lātūrus, -a, -um
Gerundio ferendī ferendō (ad) ferendum ferendō
Gerundivo ferendus, -a, -um
Supino attivo lātum
Supino passivo lātū

Sul modello di ferō si coniugano i suoi composti, ma il perfetto e il supino di suffĕrō (avendo ceduto questi due modi a tollō, is, substŭlī, sublātum, tollĕre il quale li ha a sua volta perduti per ferō) sono, rispettivamente, sustinŭī e sustentum.

I composti di ferō

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Anche ferō presenta molti verbi composti formati dall'unione del verbo con le principali preposizioni latine e con dei prefissi. Nell'unione spesso si verifica il fenomeno fonetico dell'assimilazione che riguarda le consonanti (si può avere una qssimilazione completa quale ad + ferō che fa affĕrō in quanto la d di ad si assimila, diviene simile alla f di ferō. C'è anche una assimilazione parziale quale cum + ferō divenendo confĕrō in quanto la m di cum diviene n davanti alla f di ferō. Eccone l'elenco:

  • + ab: auferō, aufers, abstŭlī, ablātum, auferre "portar via, togliere".
  • + ad: afferō, affers, attŭlī, allātum, afferre "portare, arrecare".
  • + ante: anteferō, antefers, antetŭlī, antelātum, anteferre "portare innanzi, anteporre".
  • + circum: circumferō, circumfers, circumtŭlī, circumlātum, circumferre "portare intorno, diffondere".
  • + cum: conferō, confers, contŭlī, collātum, conferre "radunare, trasportare".
  • + dē: dēferō, dēfers, dētŭlī, dēlātum, dēferre "portare giù, riferire".
  • + dis: differō, differs, distŭlī, dilātum, differre "portar qua e là, differire".
  • + ex: efferō, effers, exstŭlī, elātum, efferre "portar fuori, elevare".
  • + in: inferō, infers, intŭlī, illātum, inferre "portar dentro, introdurre".
  • + ob: offerō, offers, obtŭlī, oblātum, offerre "offrire, contrapporre".
  • + per: perferō, perfers, pertŭlī, perlātum, perferre "recare, sopportare".
  • + prae: praefero, praefers, praetŭlī, praelātum, praeferre "portare innanzi, preferire".
  • + prō: prōferō, prōfers, prōtŭlī, prōlātum, prōferre "tirare fuori, proferire".
  • + re: referō, refers, rettŭlī, relātum, referre "portare indietro, riferire".
  • + sub: sufferō, suffers, sustinŭī, sustentum, sufferre "sostenere, sopportare".
  • + trans: transferō, transfers, transtŭli, translātum, transferre "trasportare".

Il prefetto ed il supino (sustŭli, sublātum) sono impiegati per il paradigma del verbo tollō (tollō, is, sustŭli, sublātum, tollĕre); sustinŭi e sustentum sono presi dal verbo sinonimo sustinĕo.

Eō, is, īvī / iī, īre ("andare")

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Questo verbo significa andare ed è intransitivo, ma ha forma passiva solo per la terza persona singolare e per le forme verbali nominali. Nelle voci derivate dal presente ha radice ĕ davanti a vocale, ī prima di consonante (tranne la terza singolare del presente); A differenza di fero e volo, eo ha il futuro in -bo.

Indicativo presente īs it īmus ītis eunt
Indicativo imperfetto ībam ībās ībat ībāmus ībātis ībant
Indicativo futuro semplice ībō ībis ībit ībĭmus ībĭtis ībunt
Indicativo perfetto īvī (iī) īvistī (īstī) īvit (iit) iimus īstis iērunt
Indicativo piuccheperfetto iĕram iĕrās iĕrat ierāmus ierātis iĕrant
Indicativo futuro perfetto iĕrō iĕris iĕrit ierĭmus ierĭtis iĕrint
Congiuntivo presente eam eās eat eāmus eātis eant
Congiuntivo perfetto iĕrim iĕris iĕrit ierĭmus ierĭtis iĕrint
Congiuntivo imperfetto īrem īrēs īret īrēmus īrētis īrent
Congiuntivo piuccheperfetto īssem īssēs īsset īssēmus īssētis īssent
Imperativo presente ī īte
Imperativo futuro ītō ītō ītōte euntō
Participio presente iēns, euntis
Participio futuro itūrus
Infinito presente īre
Infinito perfetto īsse
Infinito futuro itūrum esse
Supino attivo itum
Gerundio eundī eundō (ad) eundum eundō

Le forme passive sono le seguenti (equivalgono alle forme italiane si va e simili); nei tempi composti data l'assenza del participio perfetto, sono formate dal supino seguito dal verbo essere.

Indicativo presente ītur
Indicativo imperfetto ībātur
Indicativo futuro ībĭtur
Indicativo perfetto itum est
Indicativo piuccheperfetto itum erat
Indicativo futuro perfetto itum erit
Congiuntivo presente eātur
Congiuntivo imperfetto īrētur
Congiuntivo perfetto itum sit
Congiuntivo piuccheperfetto itum esset
Infinito presente īrī
Supino itū

Il tema del perfetto può essere indifferentemente ī- (abbreviato davanti a vocale) e īv- e le desinenze sono regolari.

Non esiste infinito futuro passivo, né participio perfetto.

I composti di

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Così come si coniugano allo stesso modo i suoi numerosi composti. Mentre, però è intransitivo, alcuni dei suoi composti sono transitivi per effetto della preposizione (ab, ad eccetera), e ammettono dunque il passivo in diverse forme.

  1. abĕō, -īs, abiī, abĭtum, abīre «andare via»;
  2. adĕō, -īs, adiī, adĭtum, adīre «andare presso» e con significato transitivo, «incontrare»;
  3. anteĕō, -īs, anteiī, anteĭtum, anteīre «andare innanzi» e con significato transitivo, «superare»;
  4. circumĕō, -īs, circumiī, circumĭtum, circumīre «andare attorno» e con significato transitivo, «circondare»;
  5. coĕō, -īs, coiī, coĭtum, coīre «riunirsi» e con significato transitivo, «stringere» (un'alleanza);
  6. exĕō, -īs, exiī, extum, exīre «uscire»;
  7. inĕō, -īs, iniī, inĭtum, inīre «entrare» e con significato transitivo, «intraprendere»;
  8. interĕō, -īs, interiī, interĭtum, interīre «andare in rovina», «decadere»;
  9. obĕō, -īs, obiī, obĭtum, obīre «andare verso» e con significato transitivo, «affrontare»;
  10. perĕō, -īs, periī, perīre «perire» (perĕō viene utilizzato come passivo di perdō, «mandare in rovina» ed è mancante di supino. Esiste però il participio futuro che è peritūrus);
  1. praeĕō, -īs, praeiī, praeitum, praeīre «precedere»;
  2. praeterĕō, -īs, praeteriī, praeteritum, praeterīre «passare oltre» e con significato transitivo, «lasciare indietro»;
  3. prodĕō, -īs, prodiī, prodĭtum, prodīre «avanzare»;
  4. redĕō, -īs, rediī, redĭtum, redīre «tornare»;
  5. subĕō, -īs, subiī, subĭtum, subīre «andare sotto» e con significato transitivo, «subire»;
  6. transĕō, -īs, transiī, transĭtum, transīre «passare oltre» e con significato transitivo, «attraversare»;
  7. venĕō, -īs, veniī, venĭtum, venīre «essere venduto» (composto di venum+eō, «andare in vendita», è usato come passivo di vendō, «dare in vendita», che ha soltanto le forme passive vendĭtus e vendendus).

Appartenente alla quarta coniugazione è ambĭo, -īs, ambiī (o ambīvī), ambĭtum, ambīre «andare intorno», anch'esso composto di (da amb+eō).

Sono composti di anche queō, quīs, quīvī, quitum, quīre «potere», «essere in grado di», «capaci di» e nequĕō, nequīs, nequīvī, nequĭtum, nequīre, «non potere», «non essere in grado di», «non capaci di». Entrambi i verbi sono mancanti in molte forme (part. futuro, imperativo, supino, gerundivo e gerundio); alcune forme sono arcaiche, altre rare, altre ancora poetiche.

Indicativo presente queō (quīs) quit (quīmus) (quītis) queunt
Indicativo imperfetto (quībam) (quībat) (quībant)
Indicativo futuro (quībō) quībunt
Perfetto (quīvī) quīvit/quiit quīvērunt
Futuro anteriore quīvĕrō
Congiuntivo presente queam queās queat queāmus (queātis) queant
Congiuntivo imperfetto quīrem quīret quīrent
Congiuntivo perfetto quīvĕrit (quīvĕrint)
Infinito presente quīre
Infinito perfetto quīsse
Participio presente quiēns, queuntis
Indicativo presente nequĕō (nequīs) nequit (nequīmus) nequītis nequĕunt
Indicativo imperfetto (nequībam) nequībat nequībant
Indicativo futuro (nequībit) (nequībunt)
Perfetto nequīvī nequīvistī nequīvit quīvērunt
Piuccheperfetto nequīvĕrat nequīvĕrant
Congiuntivo presente nequĕam nequĕās nequĕat nequeāmus nequĕant
Congiuntivo imperfetto nequīrem nequīret nequīrent
Infinito presente nequīre
Infinito passato nequīvisse/nequīsse
Participio presente nequiēns, nequeuntis

Nota: tra parentesi vengono messe le forme utilizzate solamente da autori del periodo post-classico. Come si può notare molte forme non sono attestate, alcune vengono usate su queō, altre su nequĕō.

Volo e i suoi composti

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I tre verbi volō, nolō e malō significano volere, non volere e preferire. I loro paradigmi sono i seguenti:

volō vīs volŭī velle
nolō non vīs nolŭī nolle
malō mavīs malŭī malle
Volō

Questo verbo presenta il tema in tre modi diversi: vol-, vel- e vi-

Indicativo presente volō vīs vult volŭmus vultis volunt
Indicativo imperfetto volēbam volēbās volēbat volēbāmus volēbātis volēbant
Indicativo futuro volam volēs volet volēmus volētis volent
Indicativo perfetto volŭī voluistī voluit voluĭmus voluĭstis voluērunt
Indicativo futuro perfetto voluĕrō voluĕris voluĕrit voluerĭmus voluerĭtis voluĕrint
Congiuntivo presente velim velīs velit velīmus velītis velint
Congiuntivo perfetto voluĕrim voluĕris voluĕrit voluerĭmus voluerĭtis voluĕrint
Congiuntivo imperfetto vellem vellēs vellet vellēmus vellētis vellent
Congiuntivo piuccheperfetto voluissem voluissēs voluisset voluissēmus voluissētis voluissent
Infinito presente velle
Infinito perfetto voluisse
Participio presente volēns

Mancano il supino, l'imperativo, l'infinito futuro, i participi perfetto e futuro, il gerundio e il gerundivo; il participio presente volēns ha solo valore di aggettivo. Accanto a vult e vultis, arcaicamente, si trova volt e voltis; le forme di cortesia sī vīs e sī vultis (se vuoi/se volete) possono essere contratte in sīs e sultis

Nolō

Il verbo è formato da nōn e volō (significa infatti non volere), il nōn non si fonde nel verbo in alcune forme dell'indicativo presente.

Indicativo presente nolō non vīs non vult nolŭmus non vultis nŏlunt
Indicativo imperfetto nolēbam nolēbas nolēbāt nolēbāmus nolēbātis nolēbant
Indicativo futuro nolam nolēs nolet nolēmus nolētis nolent
Indicativo perfetto nolŭī noluistī noluit noluĭmus noluĭtis noluērunt
Indicativo futuro perfetto noluĕrō noluĕris noluĕrit noluerĭmus noluerĭtis noluĕrint
Congiuntivo presente nolim nolīs nolit nolīmus nolītis nolint
Congiuntivo perfetto noluĕrim noluĕris noluĕrit noluerĭmus noluerĭtis noluĕrint
Congiuntivo imperfetto nollem nollēs nollet nollēmus nollētis nollent
Congiuntivo piuccheperfetto noluissem noluissēs noluisset noluissēmus noluissētis noluissent
Imperativo presente nolī nolīte
Imperativo futuro nolītō nolītōte
Infinito presente nolle
Infinito perfetto noluisse
Participio presente nolēns

Mancano il supino, l'infinito futuro, il participio futuro e perfetto, il gerundio e il gerundivo; l'imperativo futuro ha solo le seconde persone.

Malō

Il verbo è formato da magis e volō (letteralmente volere di più e quindi preferire) contratto prima in mavolō e poi ridottosi per similitudine a nolō in malō.

Indicativo presente malō mavīs mavult malŭmus mavŭltis malunt
Indicativo imperfetto malēbam malēbas malēbat malēbamus malēbatis malēbant
Indicativo futuro malam malēs malet malēmus malētis malent
Indicativo perfetto malŭī maluistī maluit maluĭmus maluĭtis maluērunt
Indicativo futuro perfetto maluĕrō maluĕris maluĕrit maluerĭmus maluerĭtis maluĕrint
Congiuntivo presente malim malīs malit malīmus mal-itis malint
Congiuntivo perfetto maluĕrim maluĕris maluĕrit maluerĭmus maluerĭtis maluĕrint
Congiuntivo imperfetto mallem mallēs mallet mallēmus mallētis mallent
Congiuntivo piuccheperfetto maluissem maluissēs maluisset maluissēmus maluissētis maluissent
Infinito presente malle
Infinito perfetto maluisse

Mancano il supino, l'imperativo, tutto il participio (a differenza di volō e nolō), il gerundio e il gerundivo.

Edō, edis, ēdī, ēsum, edĕre ("mangiare")

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Esso si coniuga come gli altri verbi della terza coniugazione. Restano in uso però tra gli autori latini alcune forme derivanti dalla unione diretta della radice ed- con alcune desinenze per esempio ed- + -sem = ēssem; ed- + -s = ēs. Infatti l'assenza della vocale tematica è una delle caratteristiche dei verbi anomali. Queste forme sono formalmente identiche a quelle corrispondenti del verbo sum, con l'unica differenza che queste hanno la e iniziale lunga, mentre quella di sum è breve.

Ecco le forme in cui edō risente del fenomeno illustrato (tra parentesi è la forma regolare):

Indicativo presente edō edis/ēs edit/ēst edĭmus edĭtis/ēstis edunt
Indicativo imperfetto edēbam edēbās edēbat edēbāmus edēbātis edēbant
Indicativo futuro edam edēs edet edēmus edētis edent
Indicativo perfetto ēdī ēdistī ēdit ēdĭmus ēdistis ēdērunt
Indicativo futuro perfetto edĕrō edĕris edĕrit ederĭmus ederĭtis edĕrint
Congiuntivo presente edam/edim edās/edīs edat/edit edāmus/edīmus edātis/edītis edant/edint
Congiuntivo imperfetto edĕrem/ēssem edĕrēs/ēssēs edĕret/ēsset ederēmus/ēssēmus ederētis/ēssētis edĕrent/ēssent
Congiuntivo perfetto ēdĕrim ēdĕris ēdĕrit ēderĭmus ēderĭtis ēdĕrint
Congiuntivo piuccheperfetto ēdissem ēdissēs ēdisset ēdissēmus ēdissētis ēdissent
Imperativo presente ede/ēs edĭte/ēste
Imperativo futuro edĭtō/ēstō edĭtō/ēstō editōte/ēstōte eduntō
Infinito presente edĕre/ēsse
Infinito perfetto ēdisse
Infinito futuro ēsūrum esse
Participio presente edēns
Participio futuro ēsūrus, -a, um
Gerundio edendī edendō (ad) edendum edendō
Supino attivo ēsum


Il verbo edō presenta due forme composte che si comportano come il verbo d'origine:

  • comĕdō, comĕdis, comēdī, comedĕre "divorare, scialacquare"
  • exĕdō, exĕdis, exēdī, exēsum, exedĕre "rodere, corrodere, rovinare"

I verbi difettivi

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I verbi difettivi sono quelli che mancano di alcune forme nella loro coniugazione. I motivi di questa mancanza sono i più svariati e per comprendere ogni caso occorre indagare nella storia della lingua latina. Essi sono molto numerosi. Molti verbi mancano di un tema o di due temi come per esempio pendĕō, pendēs, pependī, - , pendēre "essere sospeso" che manca del supino e distō, distās, - , - , distāre "essere distante, distare" che manca del perfetto e del supino. Di seguito sono elencati alcuni altri verbi difettivi:

  • aiō, inquam, for "dire"
  • coepī "cominciare"
  • memĭnī "ricordare"
  • nōvī "sapere"
  • ōdī "odiare"
  • age cedo, quaesō (espressioni di richiesta)
  • ave, salve, vale (espressioni di saluto)

Aiō, ais "dire, affermare"

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Lo si trova nei discorsi diretti, quando si introduce una citazione, e nelle frasi incidentali. È sinonimo di dīcō. Ecco le Forme più frequenti:

Indicativo presente aiō ais ait aiunt
Indicativo imperfetto aiēbam aiēbās aiēbat aiēbatis aiēbant
Indicativo perfetto ait
Congiuntivo presente aiat
Participio presente aiēns

Inquam, inquis "dire"

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Si usa nei discorsi diretti ed è intercalato al dialogo. Eccone le forme:

Indicativo presente inquam inquis inquit inquĭunt
Indicativo futuro inquĭēs inquĭet
Indicativo imperfetto inquiēbat
Indicativo perfetto inquistī inquit
Congiuntivo presente inquĭat

For, fāris, fātus sum, fārī "dire, parlare in modo solenne"

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È un verbo arcaico attestato principalmente in poesia. La prima singolare for è attestata solo nei grammatici. Di seguito le forme meno rare:

Indicativo presente (for) fātur fantur
Indicativo futuro semplice fābor fābĭtur
Indicativo perfetto fātus est fātī sunt
Indicativo piuccheperfetto fātus eram fātus erat
Imperativo presente fāre
Infinito presente fārī
Participio presente fāns, fantis
Participio perfetto fātus, -a, -um
Supino passivo fātū
Gerundio fandī fandō fandō
Gerundivo fandus, -a, -um

Il verbo for ha diversi composti (adfor, effor, prōfor, ...) usati nella lingua religiosa. For ha la radice in comune col verbo greco φημί "dire". Da esso trova origine la parola italiana profeta "colui che preannunzia". Stessa etimologia hanno i vocaboli latini fāma "fama, diceria" e fābŭla "favola, racconto, conversazione". Con il prefisso di negazione in- e il participio presente si forma la parola infāns, infantis "che non parla", da cui deriva il sostantivo infantia, ae "l'età in cui non si parla ancora"; sempre con prefissi di negazione e con il gerundivo si creano due aggettivi: infandus "che non si può dire, indicibile" e nefandus "che non si deve pronunziare, empio".

Coepī, coepistī, coepisse "cominciare, iniziare"

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Esso è sempre seguito da un infinito (è un verbo quindi fraseologico). Ha solo le forme derivate dai temi del perfetto e del supino. Per i tempi derivanti dal tema del presente si usa un composto di capĭō: incipĭō, incĭpis, incēpī, inceptum, incĭpĕre, con lo stesso significato e stessa costruzione.

Memĭnī, meministī, meminisse "ricordare"

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La particolarità del verbo memĭnī è che, in quanto difettivo, presenta soltanto la forma del perfetto e dei tempi derivati da esso, i quali hanno però significato di presente e derivati. Quindi il perfetto corrisponde al presente, il piuccheperfetto all'imperfetto e il futuro perfetto al futuro semplice. Per capire questa situazione bisogna considerare che il perfertto indica una situazione svoltasi nel passato che produce ancora i suoi effetti nel presente: l'azione passata di "aver mandato a mente" (memĭnī è un perfetto con raddoppiamento, come avviene nella formazione del perfetto greco) si traduce nell'azione attuale di "ricordare". La radice mĭn- è la stessa di parole come memoria "la memoria", mens, mentis "la mente, monĭtus "annuncio, ammonimento". Reminīscor e recordor sono sinonimi di memĭnī: questi vrbi sono seguiti per lo più dal genitivo della persona o della cosa che si ricorda. Il contrario di memĭnī è oblīvīscor "dimenticare. Il verbo memĭnī ha la forma dell'imperativo futuro benché non abbia il tema del presente. La coniugazione è regolare:

Indicativo perfetto memĭnī meministī memĭnit meminĭmus meministis meminērunt
Indicativo futuro anteriore meminĕrō meminĕris meminĕrit meminĕritis meminĕrint
Indicativo piccheperfetto meminĕram meminĕrās meminĕrat meminerāmus meminerātis meminĕrant
Congiuntivo perfetto meminĕrim meminĕris meminĕrit meminĕritis meminĕrint
Congiuntivo imperfetto meminissem meminissēs meminisset meminissēmus meminissētis meminissent
Imperativo futuro mementō mementōte
Infinito perfetto meminisse

Nōvī, nōvistī, nōvisse "sapere"

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Questo verbo è il perfetto di nōscō, nōscis, nōvī, nōtum, nōscĕre. La radice è nō-, che si ritrova anche in altri verbi legati all'idea del sapere e del conoscere come cogscō, agscō, etc.. Nōscō significa "imparare, apprendere" (sottolinea il processo dell'apprendimento) mentre nōvī vale "sapere" in quanto nel passato indica l'azione di "aver conosciuto" e quindi il suo effetto nel presente è quello di "sapere". L'aggettivo notus "noto" indica appunto ciò che si conosce; nōbilis indica ciò che è degno di essere conosciuto. La coniugazione è regolare. I tempi del perfetto hanno il valore dei tempi corrispondenti del presente (come per il verbo memĭnī), quindi: nōvī = "so"; nōvĕram = "sapevo"; nōvĕro = "saprò", etc..

Ōdī, ōdistī, ōsūrus, ōdisse "odiare"

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Anche ōdī fa parte dei verbi perfettivi. Se in passato "ho conosciuto l'odio", allora nel presente continuo a odiare, cioè "odio". La coniugazione è regolare. Bisogna segnalare che ha il participio futuro (ōsūrus) anche se il verbo manca del tema del supino. Come per memĭnī e nōvī, il perfetto ōdī vale come presente.

Indicativo perfetto ōdī ōdistī ōdit ōdĭmus ōdistis ōdērunt
Indicativo piuccheperfetto ōdĕram ōdĕrās ōdĕrat ōderāmus ōderātis ōdĕrant
Indicativo futuro perfetto ōdĕrō ōdĕris ōdĕrit ōderĭmus ōderĭtis ōdĕrint
Congiuntivo perfetto ōdĕrim ōdĕris ōdĕrit ōderĭmus ōderĭtis ōdĕrint
Congiuntivo piuccheperfetto ōdissem ōdissēs ōdisset ōdissēmus ōdissētis ōdissent
Infinito perfetto ōdisse
Infinito futuro ōsūrum esse
Participio futuro ōsūrus, -a, -um

Espressioni di richiesta: age, cedo, quaesō

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Age, agĭte e cedo, cette che significano "orsù, dài, forza!", segnalano un'esortazione. Quaesō, quaesŭmus significa "per favore, di grazia, prego", formula di cortesia e di interlocuzione.

Espressioni di saluto: ave, salve, vale

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Ave, avēte, e salve, salvēte sono formule di saluto: "salve, salute, ciao". Vale, valēte sono formule di saluto anche epistolari che corrispondono al nostro "stammi/statemi bene, riguardati/riguardatevi": vale/valēte è infatti l'imperativo di valĕō, un verbo che significa "stare bene".

In latino non esiste la forma di cortesia e i Romani si davano sempre del tu.

Formule epistolari

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In ambito epistolare, i latini impiegavano alcune formule fisse sia in apertura sia in chiusura di lettera.

  • La formula base di apertura è salūtem dicit "saluta", che può essere variamente abbreviata: salūtem / salūt. / s.d. / s.. Ad esso faceva seguito una formula siglata S.V.B.E.E.Q.V. (sī valēs bene, est, ego quoque valeō = "se stai bene è bene, anch'io sto bene") oppure più breve S.V.B.E.V. (sī valēs bene, ego valeō = "se stai bene è bene, io sto bene").
  • La formula base di chiusura è vale, valēte "arrivederci, addio", che può presentare delle varianti.

I verbi impersonali

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In latino come in italiano ci sono alcuni verbi che indicano fenomeni atmosferici e sono usati impersonalmente. In realtà tali verbi hanno un soggetto logico quale le condizioni atmosferiche quali piovere, nevicare, etc. oppure l'intervento di un divinità o del caso che fa piovere, nevicare, etc.. (ad esempio, Giove era il dio dei tuoni, dei fulmini, dei nembi). I verbi più comuni sono i seguenti (con alcune forme notevoli di perfetto):

  • (dī)lūcēscit, (dī)lūxit, (dī)lūcēscĕre → "farsi giorno, albeggiare"
  • disserēnat, disserēnāre → "rasserenarsi, fare bel tempo"
  • ēlucēscit, ēlucēscĕre → "iniziare a risplendere"
  • fulgurat, fulgurāre → "lampeggiare, mandare lampi"
  • fulminat, fulmināre → "fulminare, mandare fulmini"
  • gelat, gelāre → "gelare, ghiacciare"
  • grandinat, grandināre → "grandinare"
  • ningit, ninxit, ningĕre → "nevicare"
  • noctēscit, noctēscĕre → "farsi notte"
  • pluit, pluit, pluĕre → "piovere".
  • tonat, tonŭit, tonāre → "tuonare".
  • vesperāscit, vesperāvit, vesperāscĕre → "farsi sera".

Talora questi verbi sono anche usati in modo personale, cioè con il soggetto: "sed horrifĭcīs iuxtā tonat Aetna ruīnīs" (Verg., Aen., III 571) / "Ma accanto l'Etna tuona di orrende rovine" (trad. di Luca Canali).

Altri verbi appaiono impersonali (per esempio quelli che indicano situazioni o stati d'animo come interĕst "interessa", evĕnit "accade", paenitet "si pente"), ma in realtà hanno un soggetto, cioè un argomento cui sono collegati, anche se questo non si presenta al nominativo ma in altri casi, o è costituito da un'intera frase: per questi argomenti si rimanda alla Sintassi dei casi.

Importante è anche la questione della costruzione impersonale dei verbi. In italiano si usa per lo più il si impersonale: "si dice, si pensa". Il latino non conosce l'uso di questa particella e ricorre a costruzioni personali e impersonali, sia attive sia passive. Per queste costruzioni si rimanda alla Sintassi dei casi (nominativo).

I verbi composti e derivati

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Dal punto di vista della loro formazione i verbi si dividono in due categorie:

  • verbi composti: sono formati da un prefisso e da un verbo. Solitamente si studiano insieme ai prefissi e pertanto si rimanda alla lezione relativa. Si possono menzionare qui casi già visti durante la lezione come i composti di , di facĭō, di ferō, di sum. Unendo la preposizione-prefisso in a questi quattro verbi si ottengono quattro verbi composti: inĕō, inficĭō, insum che hanno significati particolari rispetto ai verbi d'origine.
  • verbi derivati: si ottengono aggiungendo un suffisso al verbo d'origine e grazie a questo suffisso si sottolinea una sfumatura particolare del significato del verbo base. Solitamente si studiano insieme ai suffissi e pertanto si rimanda alla lezione relativa. Un esempio è albĕō che significa "essere bianco" se si aggiunge ad esso il suffisso incoativo -scō si ottiene albēscō che significa "iniziare ad esser bianco, divenire chiaro".