Epicuro e l'epicureismo (superiori)

L'epicureismo è una scuola filosofica fondata da Epicuro ad Atene volta al raggiungimento della felicità tramite l'estinzione delle paure inutili e dei turbamenti.

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Epicuro e l'epicureismo (superiori)
Tipo di risorsa Tipo: lezione
Materia di appartenenza Materia: Filosofia per le superiori 1
Avanzamento Avanzamento: lezione completa al 00%

Epicuro

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Epicuro (in greco antico Ἐπίκουρος, traslitterato in Epíkouros, in latino Epicurus) è il fondatore della scuola epicurea. Egli nacque a Samo nel 342 a.C. Arriva ad Atene da giovane per prestare servizio militare e si avvicina alla filosofia. La scuola che fonda nella periferia della città è chiamato "Giardino", mentre gli allievi "discepoli del giardino". La scuola era aperta a tutti, perché secondo Epicuro tutti potevano accedere alla conoscenza d era lontana dalla folla, quindi dalla vita politica. Si potevano approfondire gli argomenti del maestro, ma senza criticarli. Infatti i seguaci erano molto fedeli al proprio maestro. Epicuro muore nel 261 a.C. Dopo la sua morte la scuola viene portata avanti da Ermarco.

Filosofia

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Lo scopo della filosofia epicurea è principalmente il raggiungimento della felicità, ma si occupa pure di altri ambiti della conoscenza. Infatti, come le altre filosofie che nascono durante l'ellenismo, anche l'epicureismo si basa su una tripartizione della filosofia, che viene suddivisa in:

  • logica, o teoria della conoscenza, che stabilisce i canoni (metodi) per l'indagine.
  • fisica, lo studio della natura.
  • etica, o morale, che è il codice dei comportamenti e ha lo scopo di portare alla felicità.

La logica epicurea è "canonica", perché ha lo scopo di stabilire i canoni, cioè le regole che permettono di conoscere. La filosofia epicurea è una filosofia materialista, perciò considera vero solo le cose evidenti, ossia che si percepiscono con i sensi o che possono essere scoperte grazie al ragionamento. Tre sono i modi per arrivare alla verità, cioè attraverso:

  • le sensazioni, lo strumento per l'indagine. A differenza del pensiero di Platone la filosofia di Epicuro si basa sui sensi, considerati infallibili, perché percepiscono la natura così com'è.
  • le anticipazioni o prolessi, che corrisponderebbero ai concetti, che nascono dalla ripetizione dei sensi.
  • le affezioni, che corrisponderebbero alle emozioni. Tutto ciò che arreca dolore è male, tutto ciò che porta felicità è bene.

Se consideriamo i sensi infallibili e mezzo per trovare la verità, allora l'errore non può venire da quelli. Infatti secondo Epicuro l'errore è dovuto al ragionamento non confermato dall'esperienza. Il pensiero epicureo non condanna il ragionamento, ma afferma che debba essere basato su concetti certi.

Epicuro riprende le teorie di Democrito riguardo alla fisica. La fisica epicure è di tipo materialista, secondo essa il mondo è formato da atomi indivisibili che formano tutto l'esistente. Per questo motivo non ammette l'esistenza di realtà spirituali, neanche l'anima e gli dei lo sono. L'anima è mortale e anche essa composta da atomi, ma più leggeri, gli dei pure ma, essendo immortali, la loro materia non si disgrega. Ci sono poi delle differenza tra l'atomismo epicure e di Democrito:

  • movimento degli atomi. Mentre Democrito diceva che si muovevano casualmente in tutte le direzioni, Epicuro afferma che cadono verticalmente e che ad un certo punto deviano la direzione. Questa teoria della deviazione è detta in latino clinamen.
  • modalità di aggregazione. Epicuro afferma che gli atomi si aggregano tra di loro solo secondo il caso, non secondo una necessità. Se non esiste una necessità allora c'è libertà e questa libertà è favorita dal numero infinito degli atomi, quindi infiniti sono i mondi.

Come già detto l'anima secondo gli epicurei è mortale. Questa ipotesi serve pure per liberare gli uomini dalla paura della morte. Epicuro non è ateo, ma politeista. Infatti egli crede nell'esistenza degli dei, dimostrato dal numero delle persone che lo testimoniano, ma afferma che essi sono beati e quindi non si preoccupano di nulla.

L'intento principale del pensiero di Epicuro è quello di portare l'uomo verso la felicità, uno stato di imperturbabilità dell'anima (atarassia) e assenza di dolore (aponia). La felicità non nasce dalla virtù, ma dal piacere. Bisogna saper distinguere i piaceri utili per raggiungere la felicità, che sarebbero quelli semplici, naturali e necessari. Per esempio mangiare è naturale e necessario, ma mangiare esageratamente non lo è. Epicuro non è edonista, egli ritiene che è saggio colui che si fa guidare dalla ragione e cerca solo i piaceri necessari.

La filosofia epicurea è di tipo terapeutico e può essere paragonata ad un farmaco che cura. Si intende tetrafarmaco (quadruplice farmaco) l'insieme dei quattro concetti principali della filosofia epicurea che servono per raggiungere la felicità:

  • non temere gli dei, in quanto non si preoccupano di niente.
  • non temere la morte, se siamo vivi non c'è la morte, se c'è la morte noi non ci siamo.
  • il bene può essere procurato facilmente, in quanto nasce dai piaceri semplici che tutti possono soddisfare.
  • il male può essere sopportato facilmente, in quanto un dolore acuto dura poco, se non lo è allora non è fastidioso.

Innaturale per Epicuro è pure la politica, in quanto arreca turbamento. Il saggio epicure è colui che che vive appartato con i suoi veri amici vivendo di autosostentamento (autarchia). Famoso è il proverbio epicureo lathe biosas (vivi nascostamente). Questa mentalità individualistica è dovuta al periodo in cui viveva Epicuro, nel periodo ellenico vigeva la monarchia assoluta che escludeva il popolo dalla vita politica. L'individuo viene considerato più importante della società. Nonostante ciò Epicuro non è misantropico, secondo lui l'uomo ha bisogno di vivere in compagnia, ma per essere felici si dovrebbe stare solo con gli amici veri.